Racconti al Centro – Centro Diurno Socio terapeutico Educativo Eta Beta di Savigliano

12.00

Questo libro è il frutto di un lavoro durato quasi 2 anni, nell’ambito del progetto “Amici miei” del Centro Diurno Socio Terapeutico Educativo “Eta Beta” di Savigliano del Consorzio Monviso Solidale.

“𝐀𝐦𝐢𝐜𝐢 𝐦𝐢𝐞𝐢” è un gruppo di condivisione parte della programmazione delle attività offerte dal Centro, fatto di uomini con disabilità, che una volta alla settimana si incontra per condividere esperienze.
“𝐑𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐥 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨” è un libro di racconti che parla di loro, dei loro sogni e dei loro bisogni, delle loro fantasie e delle loro aspettative, e lo fa attraverso una modalità espressiva genuina, spontanea e, per quanto possibile, priva di contaminazioni esterne.
Sette storie diverse, come diverse sono le persone che le hanno scritte, a loro volta illustrate da sette pittori professionisti che hanno creduto nel progetto, offrendo la loro sensibilità e il loro tempo, alla realizzazione di un prodotto in grado di appassionare e suscitare emozioni.
Il Centro Diurno “Eta Beta” è un servizio del Consorzio Monviso Solidale di Savigliano, rivolto a persone con una disabilità fisica e mentale che limita il raggiungimento di un’autonomia adeguata all’età e al contesto sociale di appartenenza.
La speranza degli operatori è che i contenuti arrivino soprattutto a chi non conosce quale ricchezza possono esprimere anche le persone con disabilità, se ad essi vengono forniti gli strumenti per poterlo fare.

Descrizione

Racconti al Centro è un libro frutto di un lavoro durato quasi 2 anni, nell’ambito del progetto “Amici miei” del Centro Diurno Socio Terapeutico Educativo “Eta Beta” di Savigliano del Consorzio Monviso Solidale.

Amici miei” è un gruppo di condivisione che fa parte della programmazione delle attività offerte dal Centro fatto di uomini con disabilità. Una volta alla settimana si incontra per condividere esperienze, il cui denominatore comune è dato dall’omogeneità di genere. Confrontarsi e crescere, definire una nuova dimensione alle preoccupazioni e amplificare le gioie, ma anche creare contenuti da diffondere, nella speranza di offrire il loro contributo alla diffusione della cultura della diversità.

“Racconti al Centro” è un libro di racconti che parla di loro, dei loro sogni e dei loro bisogni, delle loro fantasie e delle loro aspettative, e lo fa attraverso una modalità espressiva genuina, spontanea e, per quanto possibile, priva di contaminazioni esterne.

Nella prefazione, Evelina Christillin scrive: “È quindi leggendo queste bellissime pagine, guardando i volti dei ragazzi che cantano con orgoglio la loro diversità, analizzando la psicologia dei presunti “diversi”, che noi comprendiamo quanta saggezza ci sia nei loro pensieri, e come debba essere corale, collettivo e convinto il coro di noi tutti, cosiddetti “normali”.

Sette storie diverse, come diverse sono le persone che le hanno scritte, a loro volta illustrate da sette pittori professionisti che hanno creduto nel progetto, offrendo la loro sensibilità e il loro tempo, alla realizzazione di un prodotto in grado di appassionare e suscitare emozioni. Un libro che sa regalare “massime di assoluto buon senso, raccomandazioni di comportamenti saggi e razionali, filtrate attraverso precedenti esperienze di paura, reclusione, solitudine e imprudenza” , aggiunge la Christillin.

Il Centro Diurno “Eta Beta” è un servizio del Consorzio Monviso Solidale di Savigliano, rivolto a persone con una disabilità fisica e mentale che limita il raggiungimento di un’autonomia adeguata all’età e al contesto sociale di appartenenza.
Scrive la responsabile del Centro Carla Cravero: «Trovare il modo ogni giorno di “dare loro voce”, dando loro la fiducia che meritano, credendo in loro ed imparando ad ascoltarli per continuare a sorprenderci ed emozionarci di fronte alla ricchezza espressiva ed emotiva che, talvolta con sforzo, ma sempre con grande entusiasmo sono in grado di esprimere!»
Questa è stata la sfida più difficile per gli operatori che hanno curato il progetto: stimolare la creatività senza influenzare lo sviluppo delle trame, la spontaneità, e alterare il messaggio che ogni autore ha voluto esprimere. Per riuscire nell’intento, sono state utilizzate diverse tecniche: dalla “Grammatica della fantasia” di Rodari, alle moderne tecnologie per la videoripresa, per arrivare alla definizione del soggetto nel primo anno, e alla stesura dei racconti nel secondo. L’unico intervento “esterno” riguarda la correzione delle bozze al fine di rendere il racconto scorrevole e comprensibile al lettore.
La speranza degli operatori è che i contenuti arrivino soprattutto a chi non conosce quale ricchezza possono esprimere anche le persone con disabilità, se vengono loro forniti gli strumenti per poterlo fare.