La casa che non c’era – Racconti di Langa – Mario Zunino

12.00

Sulle creste scoscese delle Alte Langhe, dove il vento profuma di mare e di terra, le pietre hanno orecchie e i boschi custodiscono segreti secolari.

In questa raccolta di dieci racconti, Mario Zunino – che torna alla sua terra con la sensibilità del narratore – ci conduce in un viaggio mozzafiato attraverso i secoli. Dalle spade dei lanzichenecchi disertori nel 1522 alla solitudine del lockdown nel 2020; dalla giustizia sommaria del Settecento all’eroismo corale della Resistenza, quando un aeroporto clandestino sorse tra le vigne per sfidare l’oppressore.

Attraverso una lingua autentica, arricchita da echi dialettali che vibrano come un’ultima difesa contro l’oblio, incontrerete masche capaci di donare paci amare, amori nati nel fieno e la silenziosa, ostinata solidarietà della gente di Langa.

La casa che non c’era non è solo un titolo: è il simbolo di una cultura che rischia di svanire, un “guscio di noce” che protegge la nostra umanità più profonda dalle macerie del tempo.

Un’opera per chi sa ancora ascoltare il silenzio delle colline e per chi cerca, tra le pieghe della memoria, le radici di ciò che siamo.

 

Descrizione

LA CASA CHE NON C’ERA – Mario Zunino

Racconti di Langa

Buckfast Edizioni | 12 euro |formato 15×21 | 100 pag. | ISBN 9791282413008

Il libro è una raccolta di dieci racconti ambientati nelle Alte Langhe, in un arco temporale che va dal Cinquecento ai giorni nostri. Mario Zunino, abbandonando le vesti di scienziato, si fa narratore per preservare la memoria storica e culturale di un territorio fatto di pietre, vigne e boschi. Il filo conduttore è il legame indissolubile tra l’uomo, la sua casa (spesso simbolo di rifugio e dignità) e la terra.

I Temi Principali

  • La Memoria e l’Oblio: L’uso del dialetto e il richiamo alle tradizioni contadine servono a proteggere una cultura che rischia di sparire.

  • Solidarietà vs. Ingiustizia: In ogni epoca emerge il contrasto tra la freddezza delle istituzioni o la crudeltà degli eventi (guerre, epidemie, sfruttamento) e l’umanità dei contadini locali.

  • La Casa come Simbolo: Le abitazioni non sono semplici scenari, ma “gusci” che custodiscono le storie di generazioni diverse.


Sintesi dei Racconti

  1. Il tedesco di Lungamiglia (1522): Un disertore lanzichenecco viene accolto con bontà dai contadini locali e si integra nella comunità, dando inizio a una stirpe.

  2. La forca (1700): La tragica condanna a morte di un innocente con disabilità mentale, vittima di una giustizia cittadina distante e sorda.

  3. La casa che non c’era (1800): Due trovatelli costruiscono il loro futuro in una cascina avvolta dal mistero e da apparizioni spettrali.

  4. L’Osteria della Pace: Un giovane scompare misteriosamente nei pressi di un rudere ritenuto maledetto dalla superstizione locale.

  5. Ratnik (1944): Un episodio di umanità durante la Resistenza, dove un soldato tedesco risparmia un partigiano croato, poi curato dai contadini.

  6. Excelsior (1943-1945): La storia corale della costruzione di un aeroporto partigiano a Vesime, intrecciata a una tragica storia d’amore.

  7. Lena del Bosco Grande: Il ricorso a una “masca” (strega/guaritrice locale) per ottenere una morte dignitosa e porre fine alle sofferenze di un malato terminale.

  8. La ricamatrice: La dignità di una donna nobile caduta in povertà che trova nel lavoro del ricamo e nella sua casa la forza per resistere.

  9. La giornata (2020): Una riflessione solitaria durante il lockdown, dove la natura e la casa di pietra diventano l’unico rifugio contro l’angoscia della pandemia.

  10. La bracciante indiana (Oggi): Una storia moderna di riscatto contro lo sfruttamento nel mondo del vino, che chiude il libro con un messaggio di speranza e giustizia.


Conclusione

Questi Racconti di Langa si configurano come un viaggio sentimentale che, nonostante i secoli trascorsi e i cambiamenti sociali, riconosce nell’essenza dell’essere umano e nel suo rapporto con la terra di Langa un valore immutabile e universale.

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