Madlinin, l’ultima mondina – Luigi Arisio

16.00

Un viaggio emozionante nel cuore di un’epoca che non c’è più.

Con “Madlinin, l’ultima mondina“, Luigi Arisio ci porta in un Piemonte rurale, tra le risaie, dove il lavoro era fatica e la vita, spesso, una lotta. Ma è anche un racconto di dignità, forza e speranza, narrato attraverso gli occhi di Madlinin, una donna straordinaria che incarna lo spirito di un’intera generazione di mondine.

Arisio, con la sua prosa evocativa, ci immerge in un mondo fatto di sudore e canti, di amicizie nate tra le piante di riso e di sogni coltivati nonostante le difficoltà. Madlinin non è solo l’ultima mondina, è il simbolo della resilienza femminile, della capacità di trovare la bellezza e il senso anche nelle condizioni più dure.

Questo libro è più di un semplice romanzo: è una testimonianza preziosa, un affresco storico e un inno alla tenacia umana.

Se ami le storie vere, quelle che toccano l’anima e lasciano un segno, non puoi perderti “Madlinin, l’ultima mondina“.

Un’immersione profonda in un pezzo della nostra storia, raccontato con passione e autenticità.

Descrizione

Madlinin, l’ultima mondina è un romanzo che racchiude le memorie di un novantenne torinese ghiotto di risotto che si rivela cultore e geloso custode traduttore della lingua parlata dai suoi, il piemontese.

Questo romanzo popolare racconta la vita nella risaia, dove sventolano al sole le camicie da notte e i mutandoni delle mondine e si possono ascoltare i loro canti, scoprire segreti e virtù delle casalinghe con la licenza della terza elementare e spigolare proverbi, invocazioni e modi di dire: tutte perle di sano acume popolare, riaffermato con la frase “mach’l bin fè a peul durè”, un principio irriso e calpestato, i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti.

La Grande Guerra, i campi di concentramento, gli Ebrei nei forni crematori, le Tessere Annonarie e le incursioni aeree su Torino, il Regime Fascista in Camicia Nera e distintivo obbligatorio, i Partigiani della Repubblica dell’Ossola, il Principato di Lucedio, il Canale Cavour, il Certificato del Patriota, rilasciato all’Autore, completano una storia densa di emozioni e ricordi.

Le donne, insieme con il riso, solo le protagoniste di questo romanzo che unisce il piemontese, il francese, i dialetti ai canti delle mondine. Con la loro forza, la loro tenacia e la fame e la sete di giustizia e libertà costituirono quella silenziosa moltitudine che, sulle macerie dei bombardamenti aerei, seppe far sorgere il miracolo economico italiano.

Luigi Arisio | breve nota biografica

Nato a Torino nel 1926, in borgo San Paolo. Aggiustatore calibrista alla Lancia e quindi disegnatore meccanico alla Fiat Mirafiori, ha percorso in 43 anni tutte le tappe della carriera d’officina. A diciotto anni salì in Val Pellice nelle Formazioni Partigiane di Giustizia e Libertà. Insignito dal Presidente della Repubblica dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce e del Titolo di Maestro del Lavoro. Ha diretto per dieci anni i periodici “Il Magistero del Lavoro” e “Qui Quadri”, pubblicando articoli, novelle e poesie. Nel 1980 organizzò i Colletti Bianchi nella storica “Marcia dei Quarantamila”. Eletto Deputato Repubblicano, fu il primo relatore della Legge che riconosce la figura del Quadro Intermedio. Sposato, ha tre figli, che con lui hanno collaborato alla stesura di queste pittoresche e toccanti memorie. Nella sua cantina, oltre a qualche bottiglia di Barbera, una morsa e l’ultimo modello del trapano Black & Decker. Intaglia bellissime pipe di radica.

 

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