Perennemente Instabili – Umberto Ghiron

12.00

Vittorio Giraud, attore amatoriale della compagnia teatrale torinese dei “Perennemente Instabili”, racconta in prima persona la sua esperienza all’interno del variegato gruppo di teatranti.

Poco prima di uno spettacolo in Liguria, al teatro Defferrari di Noli, un avvenimento inaspettato turba l’intera compagnia: uno di loro scompare misteriosamente, uscendo di scena con un messaggio che lascia spazio a dubbi e congetture. La loro attività, però, continua, e con buon successo.

Tra uno spettacolo e l’altro, Vittorio racconta anche molto di sé stesso, mettendosi a nudo con il lettore, e in particolare affrontando il suo disturbo ossessivo compulsivo, che lo accompagna da anni.

È un uomo sempre rimasto solo: per timore di compromettersi troppo in un rapporto di coppia o perché non ha mai trovato la persona giusta?

Alla fine, la sua solitudine verrà colmata grazie ad un incontro che gli cambierà la vita, e anche il mistero del teatrante scomparso verrà svelato.

 

 

Descrizione

Perennemente Instabili – Storia di fantasia di una piccola compagnia teatrale amatoriale – Umberto Ghiron

Questa è l’allegra storia di fantasia di una compagnia teatrale amatoriale di Torino, i “Perennemente Instabili“, il cui nome già evoca molti scenari.

Brano tratto dalla Prefazione dell’Autore, Umberto Ghiron

«Quella che vi apprestate a leggere è una storia di fantasia che nasce però dalla mia passione per il palcoscenico e dal desiderio di narrare come si svolge la vita all’interno di una compagnia amatoriale. (…) Il teatro, il teatro, che cosa meravigliosa questa attività ancestrale, tra le più antiche del mondo: da sempre l’uomo si cala in personaggi altri da lui. I momenti in cui lo faceva erano forse, un tempo, legati prevalentemente a riti religiosi. Poi si rappresentarono vicende mitologiche, ma anche situazioni della vita quotidiana. Lo scopo doveva essere talora didattico, talora solo ludico, altre volte satirico. (…) I bambini giocano al teatro fin da piccoli imitando, in modo man mano sempre più dettagliato, le azioni degli adulti. Chi di noi, da bimbo, non è stato un medico, un’infermiera o un cowboy o una piccola squaw indiana, oppure ancora un grande calciatore o un’étoile della danza?

Qualcuno, come me, crescendo, è stato affascinato dagli sceneggiati televisivi, per poi passare agli spettacoli teatrali e al cinema. Qualcuno, sempre come me, non si è limitato a guardare gli attori ma ha voluto imitarli su un palcoscenico e così ha continuato a giocare fino in tarda età. Altri addirittura, ma non è il mio caso, ne hanno fatto un mestiere, il mestiere di giocare al teatro per tutta la vita. Cosa c’è di meglio che fare del proprio lavoro un gioco? Si fa bene teatro se si rimane bambini, se si continua davvero a scherzare con la voce, con il corpo. Ecco perché i bimbi sono attori nati. Ognuno di loro interpreta il proprio ruolo con una spontaneità sconosciuta a noi adulti, sono capaci di “diventare” il loro personaggio. Immagino il piacere che provano gli insegnanti nell’allestire gli spettacoli scolastici».

Brano tratto dal 1° capitolo:

Perennemente Instabili”: che nome curioso per una compagnia teatrale. È la compagnia amatoriale che mi permette di esibire le mie modeste (non infime) capacità di attore, e mi rendo conto che sono tali quando mi capita di rivedermi in qualche video. Non per questo però mi arrendo; mi piace calcare il palcoscenico, avere un rapporto con il pubblico, vivere le varie esperienze artistiche con gli amici che condividono la passione per il teatro. Perché “Instabili”? Beh, il nostro nome allude ad una delle nostre caratteristiche: l’instabilità dei rapporti tra di noi, a volte fraterni, a volte per nulla, secondo le circostanze. Quante volte “volano gli stracci”, come si suol dire, ma quante volte anche, nei momenti difficili, individuali o collettivi, ci si ricompatta e ci si fa in quattro per superarli. Solo ultimamente qualcuno ci ha detto che il nome ci si addice per il fatto che, data l’età media non certo verdissima, la nostra instabilità è reale, anche dal punto di vista posturale.

Buckfast Edizioni
12,00 euro | Formato 15×21 | 128 pagine
ISBN 9788899551919

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